Non c'è un momento in cui un uomo può sedersi in un posto e dire:
"Signori, oggi me ne sto qui, leggo un libro, e non faccio una cippa tutto il giorno"?
No, a quanto pare non c'è. In realtà avrei dovuto capirlo da tempo, ma non riesco a rassegnarmi.
Il Selvaggio, stanotte, non ha fatto mancare la sua molesta presenza nel letto matrimoniale e, all'alba delle 8, ha cominciato a chiedere (sussurrando, ha capito che altrimenti rischia di farci incazzare-mammia mia quanto è infido!) di andare a prendere le sorelline.
Alle 8.40 la Madre ha alzato bandiera bianca, si è alzata a preparare la colazione e, magnanimamente, mi ha lasciato dormire (ringraziare - grazie!).
Alle 11 siamo usciti per andare a prendere le sorelline. In giro per Roma c'era un traffico che nemmeno in Deep Impact nella scena dove tutti scappano dalla città. Ho cercato di litigare con qualcuno per sfogare il nervosismo, ma l'unica che mi ha dato corda è stata la Madre.
E, si sa, quella battaglia non vale nemmeno la pena di combatterla.
Quindi arriviamo a prendere le sorelline, ri-attraversiamo tutta la città mentre i tre gremlins dietro urlano felicissimi di vedersi, io sempre più incazzato e la Madre....mah...!
Totale andata-e-ritorno circa un'ora e mezza. Andavamo a Gardaland facevamo prima.
A un certo punto, in mezzo a una canicola degna del miglior ferragosto a Marrakech, ci ritroviamo in un vero e proprio girone infernale.
Premessa - la Madre, di sfuggita, mi dice qualche giorno fa:
"Amore, domenica andiamo con i bambini a una festa di beneficenza? Ci sono i giochi, ci sono F&F (i genitori di Nick), c'è anche il Tigre con la mamma (Gesù, la Hitlerjugend al completo, penso io). Dài, facciamo una buona azione e i piccoli si divertono"
"Va bene" Dico io.
Arriviamo in questo posto e la scena che ci si para davanti è la seguente:
circa 200 (non scherzo, i numeri sono aderenti alla realtà) bambini tra gli 0 e i 12 anni. Forse di più.
400 genitori.
Banchetti che vendono roba da mangiare ma anche vestiti, giocattoli e ammennicoli vari.
Due enormi banchi dove si fanno salsicce, hamburger, panini con la porchetta.
Un bar sempre stracolmo.
Tre (dico tre) gonfiabili, uno grande uno medio e uno piccolo per tutte le età (il Selvaggio non ne ha lisciato uno, incredibile eh?)
Un teatrino con tanto di clown, maghi e spettacoli circensi.
Il tutto in un posto molto carino ma moooooolto stretto e moooooolto polveroso.
Ma la notizia della giornata, per il Selvaggio, è un'altra. C'è FLU:
Ah-ah. Devo dire che il ragazzino si comporta con abbastanza nonchalance. Come un sorcio sta lì che pian piano si avvicina, fino a che rivolge alla Madre la ferale domanda.
"Mamma, mi fai una foto con Flu?"
Chissà cosa pensa di farci, non mi pare ancora arrivato all'età in cui ci si vanta con gli amici..boh...!
Gonfiabili, parete per le scalate, ancora gonfiabili, teatrino, pranzo con panini sull'erba con 47 gradi, salti su un elastico che serviva alle ragazzine che stavano facendo ginnastica artistica, pallavolo, di nuovo teatrino....
Alle 14.45 sembrava che fossimo lì da 7 ore, ma ne erano passate solo treeeeeee....
A un certo punto decidiamo di andarcene.
Sorellina 1: "Ma non aspettiamo la lotteria di beneficenza?"
"A che ora è?"
"Alle 19"
"SALI SUBITO IN MACCHINA. DI CORSA!"
A casa, la Madre si prepara per andare a lavorare, io porto le Sorelline a casa e il Selvaggio si mette a fare i muffin con la Principessa, la quale dice:
"Ma sporchiamo tutto"
"FALLO E BASTA!" Non l'ho detto, ma avrei voluto. Però la Madre mi avrebbe accusato di essere troppo nervoso.
Ri-ri-attraversiamo la città, e poi io da solo un'altra volta. Arrivo a casa ridotto un cencio ma il Selvaggio che fa?
Mi chiede, ingozzandosi di muffin:
"Papà, guardiamo Roma-Atalanta insieme?"
Sììììììììììììììììììì.............
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sabato 1 ottobre 2011
L'Inferno - Canto I
martedì 20 settembre 2011
Ah, le donne...!
Come si può fare?
Il Selvaggio si è innamorato.
E indovinate di chi? Della sorella di Nick, uno dei suoi migliori amici.
La chiameremo Flu. E' molto carina, bionda (ma che strano... certo, si deve mimetizzare con il resto della Hitlerjugend...) e, soprattutto, più grande del Selvaggio.
Qualche giorno fa il bambino torna a casa e ci dà la notizia. In realtà la dà alla Madre, che ovviamente me la riporta immediatamente.
"Mamma, mi sono innamorato"
Io non lo so, non c'ero, ma credo che la Madre abbia avuto grosso modo la seguente reazione:
"Dimmisubitochièchevuoleportartiviadameseiancorapiccolononpuoiassolutamenteinnamorartièproibito!"
"Ma mamma, è Flu. La sorella di Nick"
"Macosastaidicendotiparehcetiinnamoridellasorelladeltuomiglioreamico?"
"Mamma, ti voglio chiedere una cosa"
La situazione a quel punto stava seriamente precipitando, ma la curiosità della Madre è notoriamente molto più forte della sua capacità di incazzatura, e quindi:
"Cosa?"
"Per favore, non dirlo a Nick!"
"Va bene, non glielo dirò"
E la cosa, più o meno, finisce lì.
Qualche giorno dopo c'è la festa di un amico di scuola. Posto molto carino, nel verde, con gli animatori che facevano divertire molto i bambini. A un certo punto cominciano le manovre del Selvaggio che come un felino, quatto quatto e senza farsi notare, si avvicina furtivamente a Flu. Piano piano (ci mette mezz'ora) arriva al suo fianco.
Ovviamente, siccome è figlio di suo padre, appena arriva lì il gioco finisce e il gruppo si scioglie. Avrei voluto prenderlo per le spalle, scrollarlo come un dindarolo (in italiano salvadanaio, la metafora è dovuta ad un fatto privato che mi è capitato oggi) e urlargli:
"Ma sei coglioneeeeeeeeeee?"
Ovviamente non l'ho fatto per tutta una serie di motivi, non ultimo la Madre che, seduta accanto a me, discettava con le amiche di diete, bambini e, indovinate un po'.....? Fidanzamenti!
Durante il week end il Selvaggio è piuttosto circospetto sulla questione, ci gira un po' intorno, la annusa, finché a un certo punto non ce la fa più:
"Mamma, puoi dirlo tu alla mamma di Flu che mi sono innamorato di Flu?"
"Ma amore, perché non lo dici tu direttamente a Flu?"
"Perché no, diglielo tu, ti preeeeegoooo...."
Allora interveNgo io:
"Quando dovevo dire a tua madre che mi ero innamorato di lei mica sono andato da nonna L. o nonno G. (ti immagini? Capelli lunghi, orecchino, di sinistra e della Roma...argh... come ti elimino i suoceri PRIMA di sposare la figlia). Ho preso e glielo ho detto di persona"
"Quale persona?"
"Si, vabbè...."
Ma il clou arriva oggi. Lo vado a prendere a scuola, fuori dalla quale incontro la madre di Nick, i bambini vengono fuori e il Selvaggio e Flu escono praticamente insieme.
Il dialogo tra i due è il seguente (in realtà non è un dialogo ma una domanda):
Flu: "Selvaggio, vuoi venire a giocare da noi? Oggi siamo liberi"
Lui che fa? Mi guarda, diventa viola, stringe gli occhietti, alza gli zigomi e in un sussurro dice:
"Papà, per favore andiamo a casa?"
sabato 10 settembre 2011
Nessuna lacrima nello scrittore, nessuna lacrima nel lettore.
La giornata sembrava essere cominciata tranquilla.
Sveglia sul tardi, suoceri in arrivo con vettovaglie e alimenti da persone civili e il Selvaggio che pareva quasi un essere umano.
Subito però c'è stata una brusca, bruschissima accelerazione. Si va a vedere una casa.
Piccola, piccolissima, praticamente una casa dove anche il solo Selvaggio starebbe stretto. Lo sapevamo, non ci dobbiamo abitare, servirebbe ad altro.
Entriamo, e quando ci viene comunicato il prezzo per quella 'camera e cucina' ci sono le seguenti reazioni:
1) mia moglie si ricorda all'improvviso che deve assolutamente andarsi a fare il manicure. E' imprescindibile, deve proprio andare. Quindi sgattaiola via, urlando un "ci vediamo dooopooo" e se ne va;
2) mio suocero si fa tutto rosso e comincia, praticamente, a insultare la povera agente immobiliare che, credo, immaginava un sabato diverso;
3) mia suocera si freeza (verbo derivato dal sostantivo freeze, quando in televisione l'immagine si blocca del tutto). Bocca semiaperta, sguardo nel vuoto, borsetta stretta al petto come se la povera agente immobiliare la volesse rapinare di lì a pochissimo;
4) mio figlio mi chiede di fare 'il boxe'. Sarebbe a dire che vuole gonfiarmi di botte come se non ci fosse un domani;
5) io faccio finta di niente e vado a vedere i marmi del bagno.
Quindi niente casa.
Dopodiché comincia l'incubo vero. Domani è la festa del bambino (piiiccolo lui....), che si aspetta una specie di Full Moon Party con tanto di hascisc, anfetamine e sesso libero. In realtà sarà una festa a tema 'Pirati', quindi scappa per tutta la città a recuperare le ultime cose, vai ad accompagnare il bambino alla festa di una compagna di scuola, schizza a far gonfiare i palloncini (ora voi immaginatevi due persone adulte che camminano per strada con una decina di palloncini con i teschi, un galeone gonfiabile e un altro palloncino con sopra la faccia di un pirata), torna a casa dove la madre è da stamattina alle prese con torte, rustici e babbà, corri a prendere le pizze perché "mica vorrai usare la cucina stasera, sei pazzo?", scendi in garage per caricare in macchina i pacchi per domani "così risparmiamo tempo, no?"......
C'è stata però una parentesi felice, in questa giornata delirante: intorno alle 20 mi siedo al computer e comincio -è una specie di rito scaramantico, visto che domani c'è l'esordio- a guardare su youtube vecchi video della Roma, soprattutto l'Olimpico che canta. Il Selvaggio, quatto quatto e con ancora la bocca unta di pasta in bianco, si avvicina e dice: "Che guardi?" "Guardo la Roma, amore" "Posso guardare anche io?" "Ma certo!" Si siede sulle mie gambe e si trasforma in un ultrà!!!
Comincia a urlare come un pazzo "Forza Romaaaaaa" (appena appena incitato da me, devo ammettere). Ogni tanto c'è un tentativo di infiltrazione emotiva da parte del nonno. "Forza Napoli!" "Nooooooooo, bruttoooooooooo...forza Romaaaaaa" e giù lacrime a fiumi.
E, scusatemi se sembro cattivo, è la prima volta in vita mia che sono contento delle lacrime di un bambino.
Sveglia sul tardi, suoceri in arrivo con vettovaglie e alimenti da persone civili e il Selvaggio che pareva quasi un essere umano.
Subito però c'è stata una brusca, bruschissima accelerazione. Si va a vedere una casa.
Piccola, piccolissima, praticamente una casa dove anche il solo Selvaggio starebbe stretto. Lo sapevamo, non ci dobbiamo abitare, servirebbe ad altro.
Entriamo, e quando ci viene comunicato il prezzo per quella 'camera e cucina' ci sono le seguenti reazioni:
1) mia moglie si ricorda all'improvviso che deve assolutamente andarsi a fare il manicure. E' imprescindibile, deve proprio andare. Quindi sgattaiola via, urlando un "ci vediamo dooopooo" e se ne va;
2) mio suocero si fa tutto rosso e comincia, praticamente, a insultare la povera agente immobiliare che, credo, immaginava un sabato diverso;
3) mia suocera si freeza (verbo derivato dal sostantivo freeze, quando in televisione l'immagine si blocca del tutto). Bocca semiaperta, sguardo nel vuoto, borsetta stretta al petto come se la povera agente immobiliare la volesse rapinare di lì a pochissimo;
4) mio figlio mi chiede di fare 'il boxe'. Sarebbe a dire che vuole gonfiarmi di botte come se non ci fosse un domani;
5) io faccio finta di niente e vado a vedere i marmi del bagno.
Quindi niente casa.
Dopodiché comincia l'incubo vero. Domani è la festa del bambino (piiiccolo lui....), che si aspetta una specie di Full Moon Party con tanto di hascisc, anfetamine e sesso libero. In realtà sarà una festa a tema 'Pirati', quindi scappa per tutta la città a recuperare le ultime cose, vai ad accompagnare il bambino alla festa di una compagna di scuola, schizza a far gonfiare i palloncini (ora voi immaginatevi due persone adulte che camminano per strada con una decina di palloncini con i teschi, un galeone gonfiabile e un altro palloncino con sopra la faccia di un pirata), torna a casa dove la madre è da stamattina alle prese con torte, rustici e babbà, corri a prendere le pizze perché "mica vorrai usare la cucina stasera, sei pazzo?", scendi in garage per caricare in macchina i pacchi per domani "così risparmiamo tempo, no?"......
C'è stata però una parentesi felice, in questa giornata delirante: intorno alle 20 mi siedo al computer e comincio -è una specie di rito scaramantico, visto che domani c'è l'esordio- a guardare su youtube vecchi video della Roma, soprattutto l'Olimpico che canta. Il Selvaggio, quatto quatto e con ancora la bocca unta di pasta in bianco, si avvicina e dice: "Che guardi?" "Guardo la Roma, amore" "Posso guardare anche io?" "Ma certo!" Si siede sulle mie gambe e si trasforma in un ultrà!!!
Comincia a urlare come un pazzo "Forza Romaaaaaa" (appena appena incitato da me, devo ammettere). Ogni tanto c'è un tentativo di infiltrazione emotiva da parte del nonno. "Forza Napoli!" "Nooooooooo, bruttoooooooooo...forza Romaaaaaa" e giù lacrime a fiumi.
E, scusatemi se sembro cattivo, è la prima volta in vita mia che sono contento delle lacrime di un bambino.
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