Oggi è un giorno di riflessione.
Andando a prendere il Selvaggio a scuola, mi trovo come al solito unico (!) uomo in mezzo a una foresta di femmine vocianti. Alcune di loro leggono questo blog....Ciao ciao!!!
Venerdì il Selvaggio e alcuni suoi compagnucci della scuoletta hanno una specie di lezione di inglese. Alzi la mano chi può spiegarmi a cosa serve una lezione di inglese a sette bambini tra i 4 e i 5 anni.
Tutti insieme. Nessuno di loro, ovviamente, parla una parola di quella lingua infame.
Pensate a come potrà uscire quella poveretta dell'insegnante. Le ci vorrà un ricovero.
Comunque sta di fatto che la Madre, che tutto può e nulla nasconde, nella sua magnanimità, lungimiranza e lucentezza ha stabilito che, venerdì, i bambini dovranno venire tutti a casa nostra.
Insieme all'insegnante, ovvio.
Per questo, voi direte, la Madre sarà lì con te ad aspettare bambini e maestra, distribuire merende, fare un po' di animazione, salutare le mamme ecc.ecc....
E invece no!
La Madre, nella sua infinita umanità e comprensione tornerà intorno alle 18, quando il can-can sarà finito. E anche il sottoscritto sarà finito, chiaramente. Ma non fa niente. Io sono un uomo dotato in abbondanza di Pìetas, e quindi nulla mi smuove o mi spaventa. Quando però mi prenderà un infarto o un ictus il senso di colpa dovrà fare un sol boccone di chi dico io.
Ma questo non è importante. E' importante che i bimbi stiano bene, che le mamme siano tranquille e contente e che l'insegnante, certo, torni la prossima settimana.
Comunque, tornando alla seconda riga di questo post, tutte le belle signore che stavano di fronte alla scuola aspettando i figli (in realtà un paio, non di più), si dicevano sorprese di questa mia predisposizione al martirio (ho già detto che alcune di loro leggono questo blog?....Ciao ciao!!!).
Ma non sanno che è una missione, lo slancio verso un'opera più grande, non sanno che alla fine quando sarò vecchio, malandato e solo e il Selvaggio sarà un uomo, avrà una sua famiglia, degli affetti e tempo per accudire l'anziano padre, potrò appoggiarmi a lui e dire, mostrando il petto al destino:
"QUANTO SO' STATO COJONE!"
Preso il Selvaggio, mi racconta un po' com'è andata a scuola.
"Papà, sai che oggi ho guardato la classe?"
"Ah sì? E che significa?"
"Che dicevo a tutti di stare zitti e chi non stava zitto lo dicevo alla maestra Emmeti"
"Ah, quindi ti insegnano a fare la spia?"
"La che?"
"La spia!"
"Non lo so, io faccio solo quello che mi dicono"
Gesù, Eichmann non diceva così anche lui?
Arriviamo a casa, lui prende il suo peluche di Spongebob e comincia a tirarlo in aria fina quando per poco non rompe un vaso che immagino sia costato a chi ce lo ha regalato diverse centinaia di euro.
"Selvaggio, smettila o le prendi!"
"Ma non sono io, è Spongebob"
"La devi piantare. Spongebob non è un essere animato"
"No, infatti è un CARTONE animato"
Benissimo. A un certo punto chiama la Madre, tutta trafelata (ve l'ho già detto che lavora solo lei? perché se non ve l'ho detto sappiate che è così. Quindi se la vedete non chiedetele 'Com'è andata al lavoro oggi?', ma bensì 'Ma perché l'azienda paga anche gli altri 4000 cazzoni che stanno lì?').
"Lo voglio assolutamente portare al cinema"
Come se stesse facendo un dispetto a ME!
"Va bene, amore, che dici di portarlo a vedere Arrietty?"
"Ok, dove lo fanno?"
"Vicino casa"
"Perfetto. Allora dammi solo un'oretta per salvare il mondo e sono lì"
Mi rivolgo al diretto interessato, che in quel momento stava mangiando una carota, e gli chiedo:
"Selvaggio, vuoi andare al cinema con mamma?"
"No! Al cinema ci vado solo con te!
"E come mai questo slancio d'amore?"
"Ma che amore. Me lo ha detto la mia amica carota. E io ascolto sempre quello che dice la mia amica carota"
Ma d'altronde, posso incolpare qualcun altro oltre me stesso?
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martedì 25 ottobre 2011
martedì 20 settembre 2011
Ah, le donne...!
Come si può fare?
Il Selvaggio si è innamorato.
E indovinate di chi? Della sorella di Nick, uno dei suoi migliori amici.
La chiameremo Flu. E' molto carina, bionda (ma che strano... certo, si deve mimetizzare con il resto della Hitlerjugend...) e, soprattutto, più grande del Selvaggio.
Qualche giorno fa il bambino torna a casa e ci dà la notizia. In realtà la dà alla Madre, che ovviamente me la riporta immediatamente.
"Mamma, mi sono innamorato"
Io non lo so, non c'ero, ma credo che la Madre abbia avuto grosso modo la seguente reazione:
"Dimmisubitochièchevuoleportartiviadameseiancorapiccolononpuoiassolutamenteinnamorartièproibito!"
"Ma mamma, è Flu. La sorella di Nick"
"Macosastaidicendotiparehcetiinnamoridellasorelladeltuomiglioreamico?"
"Mamma, ti voglio chiedere una cosa"
La situazione a quel punto stava seriamente precipitando, ma la curiosità della Madre è notoriamente molto più forte della sua capacità di incazzatura, e quindi:
"Cosa?"
"Per favore, non dirlo a Nick!"
"Va bene, non glielo dirò"
E la cosa, più o meno, finisce lì.
Qualche giorno dopo c'è la festa di un amico di scuola. Posto molto carino, nel verde, con gli animatori che facevano divertire molto i bambini. A un certo punto cominciano le manovre del Selvaggio che come un felino, quatto quatto e senza farsi notare, si avvicina furtivamente a Flu. Piano piano (ci mette mezz'ora) arriva al suo fianco.
Ovviamente, siccome è figlio di suo padre, appena arriva lì il gioco finisce e il gruppo si scioglie. Avrei voluto prenderlo per le spalle, scrollarlo come un dindarolo (in italiano salvadanaio, la metafora è dovuta ad un fatto privato che mi è capitato oggi) e urlargli:
"Ma sei coglioneeeeeeeeeee?"
Ovviamente non l'ho fatto per tutta una serie di motivi, non ultimo la Madre che, seduta accanto a me, discettava con le amiche di diete, bambini e, indovinate un po'.....? Fidanzamenti!
Durante il week end il Selvaggio è piuttosto circospetto sulla questione, ci gira un po' intorno, la annusa, finché a un certo punto non ce la fa più:
"Mamma, puoi dirlo tu alla mamma di Flu che mi sono innamorato di Flu?"
"Ma amore, perché non lo dici tu direttamente a Flu?"
"Perché no, diglielo tu, ti preeeeegoooo...."
Allora interveNgo io:
"Quando dovevo dire a tua madre che mi ero innamorato di lei mica sono andato da nonna L. o nonno G. (ti immagini? Capelli lunghi, orecchino, di sinistra e della Roma...argh... come ti elimino i suoceri PRIMA di sposare la figlia). Ho preso e glielo ho detto di persona"
"Quale persona?"
"Si, vabbè...."
Ma il clou arriva oggi. Lo vado a prendere a scuola, fuori dalla quale incontro la madre di Nick, i bambini vengono fuori e il Selvaggio e Flu escono praticamente insieme.
Il dialogo tra i due è il seguente (in realtà non è un dialogo ma una domanda):
Flu: "Selvaggio, vuoi venire a giocare da noi? Oggi siamo liberi"
Lui che fa? Mi guarda, diventa viola, stringe gli occhietti, alza gli zigomi e in un sussurro dice:
"Papà, per favore andiamo a casa?"
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