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martedì 25 ottobre 2011

L'uomo che parlava alle carote

Oggi è un giorno di riflessione.
Andando a prendere il Selvaggio a scuola, mi trovo come al solito unico (!) uomo in mezzo a una foresta di femmine vocianti. Alcune di loro leggono questo blog....Ciao ciao!!!
Venerdì il Selvaggio e alcuni suoi compagnucci della scuoletta hanno una specie di lezione di inglese. Alzi la mano chi può spiegarmi a cosa serve una lezione di inglese a sette bambini tra i 4 e i 5 anni.
Tutti insieme. Nessuno di loro, ovviamente, parla una parola di quella lingua infame.
Pensate a come potrà uscire quella poveretta dell'insegnante. Le ci vorrà un ricovero.
Comunque sta di fatto che la Madre, che tutto può e nulla nasconde, nella sua magnanimità, lungimiranza e lucentezza ha stabilito che, venerdì, i bambini dovranno venire tutti a casa nostra.
Insieme all'insegnante, ovvio.
Per questo, voi direte, la Madre sarà lì con te ad aspettare bambini e maestra, distribuire merende, fare un po' di animazione, salutare le mamme ecc.ecc....
E invece no!
La Madre, nella sua infinita umanità e comprensione tornerà intorno alle 18, quando il can-can sarà finito. E anche il sottoscritto sarà finito, chiaramente. Ma non fa niente. Io sono un uomo dotato in abbondanza di Pìetas, e quindi nulla mi smuove o mi spaventa. Quando però mi prenderà un infarto o un ictus il senso di colpa dovrà fare un sol boccone di chi dico io.
Ma questo non è importante. E' importante che i bimbi stiano bene, che le mamme siano tranquille e contente e che l'insegnante, certo, torni la prossima settimana.
Comunque, tornando alla seconda riga di questo post, tutte le belle signore che stavano di fronte alla scuola aspettando i figli (in realtà un paio, non di più), si dicevano sorprese di questa mia predisposizione al martirio (ho già detto che alcune di loro leggono questo blog?....Ciao ciao!!!).
Ma non sanno che è una missione, lo slancio verso un'opera più grande, non sanno che alla fine quando sarò vecchio, malandato e solo e il Selvaggio sarà un uomo, avrà una sua famiglia, degli affetti e tempo per accudire l'anziano padre, potrò appoggiarmi a lui e dire, mostrando il petto al destino:
"QUANTO SO' STATO COJONE!"
Preso il Selvaggio, mi racconta un po' com'è andata a scuola.
"Papà, sai che oggi ho guardato la classe?"
"Ah sì? E che significa?"
"Che dicevo a tutti di stare zitti e chi non stava zitto lo dicevo alla maestra Emmeti"
"Ah, quindi ti insegnano a fare la spia?"
"La che?"
"La spia!"
"Non lo so, io faccio solo quello che mi dicono"
Gesù, Eichmann non diceva così anche lui?
Arriviamo a casa, lui prende il suo peluche di Spongebob e comincia a tirarlo in aria fina quando per poco non rompe un vaso che immagino sia costato a chi ce lo ha regalato diverse centinaia di euro.
"Selvaggio, smettila o le prendi!"
"Ma non sono io, è Spongebob"
"La devi piantare. Spongebob non è un essere animato"
"No, infatti è un CARTONE animato"
Benissimo. A un certo punto chiama la Madre, tutta trafelata (ve l'ho già detto che lavora solo lei? perché se non ve l'ho detto sappiate che è così. Quindi se la vedete non chiedetele 'Com'è andata al lavoro oggi?', ma bensì 'Ma perché l'azienda paga anche gli altri 4000 cazzoni che stanno lì?').
"Lo voglio assolutamente portare al cinema"
Come se stesse facendo un dispetto a ME!
"Va bene, amore, che dici di portarlo a vedere Arrietty?"
"Ok, dove lo fanno?"
"Vicino casa"
"Perfetto. Allora dammi solo un'oretta per salvare il mondo e sono lì"
Mi rivolgo al diretto interessato, che in quel momento stava mangiando una carota, e gli chiedo:
"Selvaggio, vuoi andare al cinema con mamma?"
"No! Al cinema ci vado solo con te!
"E come mai questo slancio d'amore?"
"Ma che amore. Me lo ha detto la mia amica carota. E io ascolto sempre quello che dice la mia amica carota"
Ma d'altronde, posso incolpare qualcun altro oltre me stesso?

domenica 18 settembre 2011

Puffiamo?

Ahhhh.... oggi grande, grande, grandissima giornata. Giornata che auguro a tutti i padri/papà.
Si comincia andando a prendere 'le sorelline', così chiamate dal Selvaggio che ogni volta che viene a sapere  che le vediamo diventa una specie di Bulldog sbavante e sbrodolante.
Prese le sorelline ci si dirige verso casa della nonna. La Madre ed io siamo a dieta, quindi ci aspetta un pranzo tutt'altro che abbondante. I bambini, però, non si possono lamentare. Soprattutto perché a fine pasto mangiano un Magnum che fa diventare me un Bulldog.
Durante il pranzo si conversa, sapete com'è. E uno dei concetti che i bambini (tutti e tre) riescono a esprimere è che dentro la pignatta (o pentolaccia) alla prossima festa non ci devono essere quelle schifose caramelle che ci abbiamo messo sabato scorso, ma le smarties e le mm's... Io sono molto preoccupato.
Anche perché il secondo concetto espresso da Sorellina1 è:
"Io da grande voglio avere un bambino ma non voglio un marito. Madre mi spieghi come si fa?"
Ma la cosa assurda di tutto ciò sapete qual è? Che La Madre le fa il DISEGNINO (niente di porno, sia chiaro), che le spiega tutta la questione.
Tutto questo mentre Sorellina2 dice:
"No no, io voglio fare la mamma, avere tanti bambini e non fare niente tutto il giorno"
E il Selvaggio? Stranamente quieto e silente, se non fosse che a un certo punto (maledetto me che ho suggerito l'idea), dice:
"Papà, mi fai l'albero genealogico della nostra famiglia?"
Io tento di spiegargli che non basterebbe la Foresta Nera, ma lui insiste. Io allora comincio a scrivere su un foglio i nomi degli antenati più lontani che mi ricordo (non andiamo oltre il bisnonno) e lui si incazza come un'ape:
"Ho detto che devi fare un ALBERO"
"Ma Selvaggio, non lo so fare l'albero"
"FALLO"
"Non lo so fare!"
"IMPARA"
Aiuto....
A un certo punto, come da programma, si va tutti al cinema a vedere i Puffi in 3D. Non so se tutti voi avete idea di cosa significa portare al cinema tre ragazzini. Siamo arrivati un'ora prima dell'inizio dello spettacolo per trovare i biglietti.
"Selvaggio, vogliamo andare alla libreria qui vicino che è piena di bei libri per bimbi?"
"NO, voglio stare qui a vedere che gioca la Lazio"
"Cosa?????"
"Eheh, sto scherzando. Ma in libreria non ci vengo"
E allora via con le giravolte nel salone del cinema. Capriole, una coca cola a testa, fotografie (una delle quali, modello Charlie's Angels, è allegata).
Finalmente si entra.
Al decimo minuto si sente una voce:
"Papà, quando andiamo a casa?"
Sorellina1, giustamente, apostrofa il Selvaggio:
"Ma siamo appena arrivati"
"Zitta tu, parlavo con papà, mica con te"
Poi il film ingrana e il selvaggio si tacita.
Alla fine, saluti e baci. Io volevo un bacio sulle labbra da Sorellina1 che però non ci pensa per niente.
Il Selvaggio ovviamente non si fa attendere:
"Maschio e femmina si può fare, dài SUBITO un bacio a papà!"